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40 anni di cardiologia

Nelle celebrazioni dei 40 anni del sistema sanitario nazionale occorre menzionare i progressi in campo cardiologico, che hanno avuto un ruolo determinante nel prolungare l'aspettativa di vita, che ora è di 80 anni per l'uomo e di 85 per la donna. Sotto la guida dei dottori Borney, Devoti, De Marchi, Aillon, Sicuro e ora Pisano sono stati realizzati: l'ecocardiografia nel 1980, le prove da sforzo, le scintigrafie miocardiche, i monitoraggi dell'elettrocardiogramma e della pressione di 24 ore, l'apertura dell'unità di terapia intensiva cardiologica nel 1983 e della riabilitazione nel 93, il primo sistema in Italia di telecardiologia con i cardiotelefoni, gli impianti di pacemaker, la trombolisi per trattare gli infarti seguita poi dall'angioplastica coronarica, la possibilità di "distruggere" il colesterolo cattivo con farmaci innovativi. Senza dimenticare la collaborazione con l'associazione "Les amis du coeur" per l'insegnamento del massaggio cardiaco e la diffusione dei defibrillatori sul territorio. Solo per la cardiochirurgia ci si rivolge fuori regione, per il fatto che i centri di riferimento devono garantire un certo numero di interventi per essere considerati efficienti. Dott. Ciancamerla

Corriere del cuore n°71

CHI HA PAURA DELLE INNOVAZIONI IN CARDIOLOGIA? I PAZIENTI O I MEDICI?

I pazienti apprendono le novità in medicina dai giornali o da trasmissioni televisive divulgative, quando va bene, altrimenti da conoscenti o da internet. Nei primi due casi vengono normalmente intervistati specialisti in materia che cercano di spiegare con parole semplici ma necessariamente generiche l'uso di un nuovo strumento e le proprietà di nuovi farmaci o interventi. I conoscenti parlano per esperienza personale, che può essere stata positiva o meno, a seconda dell'interpretazione data. Su internet, metodo senz'altro più rapido ma senza controllo, si trova di tutto e di più, compresi i consigli dei personal trainer!

I medici apprendono le novità in campo sanitario dalle riviste di settore o dai congressi specialistici, a meno che siano essi stessi i creatori di strumenti o metodiche. Sono poi i medici di famiglia o i singoli specialisti che devono creare il collegamento tra quanto appreso dai pazienti e quanto appreso da essi stessi, mettendo bene in chiaro il rapporto tra rischi e benefici.

Un argomento che di recente ha causato molte discussioni, dopo un'inchiesta televisiva, è l'impianto di una nuova valvola aortica grazie a un catetere che passa da un arteria all'inguine (TAVI), intervento proposto soprattutto in pazienti anziani con alto rischio di complicazioni per un intervento tradizionale.

Quello che è certo è che i progressi in cardiologia hanno allungato la vita media delle persone migliorandone anche la qualità, grazie a intuizioni, sperimentazioni e, perché no, a volte casualità. Esempi?

  • l'uso dei betabloccanti nello scompenso
  • l'esecuzione delle angioplastiche in centri senza cardiochirurgia
  • l'impianto di protesi valvolari meccaniche da oltre 40 anni
  • il trapianto di cuore
  • la trombolisi per liberare le coronarie da un trombo
  • l'aspirina in prevenzione secondaria
  • la riduzione del colesterolo cattivo grazie alle statine
  • la riabilitazione dopo l'infarto
  • la defibrillazione sul territorio
  • gli aceinibitori per l'ipertensione e lo scompenso
  • un farmaco per l'ipertensione polmonare inizialmente sperimentato contro l'impotenza.

Ritornando al discorso sulla TAVI, ma estendibile a tutte le malattie e procedure, sono la competenza, l'onestà e la modestia degli specialisti a decidere le soluzioni migliori per il paziente, che da parte sua non può che metterci la fiducia.

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