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Il Cuore

Venerdì 14 febbraio, alla Gros Cidac, l'associazione "Les amis du coeur", aderente al CONACUORE, Coordinamento Nazionale delle Associazioni del Cuore, propone un "Condimento Balsamico 10 travasi" prodotto dall'Acetaia Leonardi (www.acetaialeonardi.it), presentato in una confezione in vetro a forma di cuore. Il prodotto è stato invecchiato all'interno di botti di legno pregiato di Ginepro, Gelso, Castagno, Frassino, Rovere e Ciliegio. Il ricavato della vendita sarà impegnato per offrire la possibilità di aggiornamento scientifico a giovani cardiologi e infermieri.

Dott. Giuseppe Ciancamerla
Presidente CONACUORE Onlus e
Les amis du coeur du Val d'Aoste

Il Cuore

Corriere del Cuore n°73

Storia di Linda

Questa è la storia di Linda (nome di fantasia), una bambina olandese di 10 anni in vacanza con i genitori ed un fratello in Valle d'Aosta. La nostra regione è famosa all'estero per le possibilità di praticare ogni tipo di attività fisica che abbia a che fare con la montagna. Tra queste, non certo la meno impegnativa, c'è il "torrentismo", termine italiano meno conosciuto di "canyoning", con cui si definisce la discesa a piedi, senza l'ausilio di gommoni o canoe, di strette gole percorse da corsi d'acqua con una buona portata.

Ci troviamo nel comune di Champdepraz, nei pressi del torrente Chalamy. Sono le undici e un quarto quando, forse per l'eccitazione del momento, Linda improvvisamente perde i sensi, cade a terra e smette di respirare. La mamma, evidentemente addestrata, capisce subito la gravità della situazione e inizia a praticare il massaggio cardiaco. E' evidente a questo punto che Linda è in arresto cardiaco.

Ma come ci si salva da un arresto cardiaco? Occorrono almeno tre elementi: trovarsi al posto giusto, nel momento giusto, tra le persone giuste. In poche parole: con testimoni capaci di fare il massaggio cardiaco e un defibrillatore disponibile.

Ed è quello che è successo a Linda, perché lì vicino c'era una squadra di vigili del fuoco impegnati in un'esercitazione, i quali, resisi conto della situazione, hanno proseguito il massaggio cardiaco e applicato prontamente le piastre del defibrillatore che avevano a disposizione. In meno di 30 secondi l'apparecchio "salvavita" ha riconosciuto il problema, un'aritmia mortale chiamata fibrillazione ventricolare, che fa viaggiare il circuito elettrico del cuore a 500 impulsi al minuto, senza che però il sangue si muova. E' bastata una scarica del defibrillatore per riportare il cuore al suo ritmo normale.

In questi casi, per favorire la ripresa del funzionamento del cervello e regolarizzare il respiro si procede a "stabilizzare" la persona soccorsa, addormentandola e facendola respirare artificialmente. Così è stato fin da subito con Linda, trasportata con l'elisoccorso ad Aosta e poi a Torino nel reparto di rianimazione pediatrica.

Fortunatamente, fin da subito, si è accertato che il cuore non aveva subito nessun danno e, successivamente, questo è stato anche dimostrato per le funzioni del cervello.

Ma allora perché è successo tutto questo a una bambina di 10 anni, in vacanza, felice per l'avventura che stava per vivere con tutta la sua famiglia? Perché il circuito elettrico del suo cuore era difettoso dalla nascita e il 20 agosto 2019 alle 11.15 glielo ha fatto sapere improvvisamente, come d'altronde è normale in questi casi. Diciamo quindi che Linda è stata superfortunata perché per caso era al posto giusto e nel momento giusto, e soprattutto perché ha incontrato le persone giuste.

Dott. Giuseppe Ciancamerla